Pietra serena, cos’è e come viene lavorata

La pietra serena conosce il punto massimo del suo utilizzo durante il Rinascimento toscano, come pietra di rifinitura e decorazione, grazie alla sua eleganza. Oggi sta venendo riscoperta da designer e architetti alla ricerca di soluzioni più versatili per i loro progetti.

Cos’è la pietra serena

La Fiesole etrusca è forse il primo esempio conosciuto di largo utilizzo della pietra serena; essendo una pietra di non particolare durezza essa viene estratta con facilità dalla cave presenti sull’Appennino tosco-emiliano, con trapanatura e successiva divisione in grandi massi che poi vengono portati al taglio negli stabilimenti spesso a ridosso delle cave stesse. Una volta eseguito il taglio con grandi macchine che riescono a ridurne dimensioni e spessore per le diverse tipologie e pose, la pietra serena, divisa sia in formati regolari che in lastre disomogenee, viene preparata per i suoi diversi impieghi.

La lavorazione

Per renderla liscia e vellutata al tatto viene sabbiata ad alta pressione, così che il lato oggetto del trattamento diventi più resistente all’usura del tempo. Utilizzando un trattamento termico che consiste nel sottoporre la faccia della pietra a una sollecitazione ad altissima temperatura, si effettua la fiammatura della pietra: così otteniamo una pietra ideale per gli esterni, capace di resistere all’azione erosiva degli agenti atmosferici. Per portare il colore della pietra serena a un caldo grigi–azzurro si utilizza un procedimento chimico, utile per tutte le applicazioni necessarie nei restauri storici. Da semplice soglia per finestre o porte, la pietra serena, nelle sue diverse forme di posa in opera, si offre come soluzione per molte opere, garantendo durata nel tempo. A volte crea, nello sfogliarsi, nuove geometrie capaci di rinnovarne costantemente il design.

La lavorazione del porfido

Le fasi di lavorazione della pietra naturale sono strettamente legate alla tipologia geologica del materiale e alla sua provenienza geografica: oggi la tradizione dei cavatori e degli scalpellini si incrocia con le moderne tecniche di estrazione e affinamento del cavato. Dalle montagne alle nostre case Una delle pietre più rinomate in Italia ed all’estero è il porfido, proveniente dalle cave della Provincia Autonoma di Trento, in particolare dalla piattaforma vulcanica atesina, dove famiglie di cavatori storici, oggi spesso affiancate da scalpellini provenienti dalle montagne indiane o paki... Vedi di più